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Acque nere e sistemi di sollevamento: funzionamento, dimensionamento e manutenzione

29 dicembre 2025

Perché installare un sistema di sollevamento fognario e quando serve davvero

Un impianto di sollevamento acque nere, spesso chiamato anche “stazione di sollevamento fognario, diventa necessario ogni volta che i reflui non possono defluire per gravità verso la fognatura o verso un impianto di trattamento posto a quota superiore. È il caso tipico di scantinati, taverne, parcheggi interrati, locali tecnici sotto strada, ma anche di stabilimenti industriali o aree produttive dove il profilo idraulico non consente pendenze adeguate o la rete pubblica è più alta dello scarico.

In altre parole, le stazioni di sollevamento per acque nere sono sistemi che permettono di sollevare e trasferire reflui verso quote superiori, utili in locali interrati e in tutte le situazioni in cui la gravità non è sufficiente. In Idro Group ci occupiamo della progettazione e fornitura di soluzioni per il sollevamento e la gestione delle acque reflue, supportando il dimensionamento in base a portate, prevalenze e condizioni di esercizio.



 

Cosa sono le acque nere?

Con acque nere si intendono i reflui che includono gli scarichi dei WC e, più in generale, i reflui con carico organico e microbiologico più critico. Nel linguaggio tecnico e normativo corrispondono ai reflui fognari e alle acque reflue convogliate in rete: possono essere domestiche, industriali o miste (urbane). Il D.Lgs. 152/2006 definisce le acque reflue domestiche come quelle provenienti da insediamenti residenziali/servizi e derivanti prevalentemente da metabolismo umano e attività domestiche, e le acque reflue industriali come quelle scaricate da edifici/impianti dove si svolgono attività commerciali o produttive, diverse dalle domestiche e dalle meteoriche.
Questa distinzione è importante per il progetto di una pompa per acque nere: in ambito industriale (o “assimilato”) possono comparire solidi, grassi, sostanze aggressive o variabilità di carico che impattano su scelta pompe, materiali, pretrattamenti ed esercizio.

 

Come funziona un impianto di sollevamento acque nere

Un sistema di sollevamento acque nere è composto, in modo essenziale, da:

  • Vasca di raccolta/accumulo tramite pozzetto o serbatoio prefabbricato a tenuta, che riceve i reflui prima del rilancio.
     
  • Elettropompe, spesso sommergibili dimensionate per acque nere, talvolta in configurazione doppia (alternanza/riserva) per aumentare continuità di servizio.
     
  • Sensori di livello, galleggianti o sonde, che avviano/arrestano le pompe e attivano allarmi di troppo pieno.
     
  • Valvola di non ritorno e valvole di intercettazione per evitare riflussi e per consentire manutenzione in sicurezza (le valvole negli impianti di sollevamento sono oggetto di requisiti specifici in ambito EN 12050).
     
  • Quadro elettrico e automazione (protezioni, logiche di alternanza, allarmi, eventuale telecontrollo). Indicazioni pratiche su gradi di protezione e requisiti impiantistici elettrici per centrali di sollevamento sono discusse anche in documenti tecnici di settore.
     

Idro Group propone soluzioni prefabbricate per il pompaggio delle acque nere già pensate per integrare vasca, accessori e regolazione livelli, con l’obiettivo di ridurre errori di installazione e velocizzare la messa in esercizio.

 

Dimensionamento di una pompa per acque nere: criteri progettuali e norme di riferimento

Per dimensionare correttamente una pompa per acque nere è necessario partire dai dati di esercizio reali: quale volume di reflui deve essere sollevato, con che variabilità nell’arco della giornata e verso quale quota (o punto di recapito) deve essere inviato. Il primo passaggio consiste nella stima della portata di progetto, cioè la portata massima attesa nelle condizioni più gravose, che varia in modo significativo in funzione della destinazione d’uso dell’edificio (residenziale, ricettivo, produttivo) e della contemporaneità degli scarichi.

Successivamente si determina la prevalenza totale, che include non solo il dislivello verticale tra la vasca di raccolta e il punto di scarico, ma anche le perdite di carico dovute a tubazioni, curve, valvole e accessori. Questo calcolo è determinante per garantire che la pompa lavori nel proprio campo ottimale, evitando sia prestazioni insufficienti sia funzionamenti non efficienti con conseguente incremento di consumi e usura.

Un ulteriore criterio riguarda la tipologia di refluo e la presenza di solidi: questi elementi influenzano la scelta della configurazione idraulica e del tipo di girante (ad esempio vortex, canale, trituratrice), oltre al passaggio libero richiesto per limitare il rischio di intasamenti. In ambito non domestico o “assimilato” è inoltre opportuno valutare la compatibilità dei materiali con eventuali sostanze presenti nello scarico e con le condizioni ambientali di installazione.

Nei contesti in cui la continuità di servizio è rilevante, la progettazione prevede in genere ridondanza e controllo: due pompe in configurazione 1+1 (servizio e riserva), alternanza automatica, sensori di livello e sistemi di allarme. In applicazioni critiche possono essere considerati anche teleallarme e alimentazione di emergenza.

Per quanto riguarda i riferimenti tecnici, la progettazione dei sistemi di scarico negli edifici richiama la serie UNI EN 12056, mentre per gli impianti di sollevamento delle acque reflue è frequentemente utilizzata la serie EN 12050. La classificazione degli scarichi e gli aspetti ambientali/normativi (domestico, industriale, autorizzazioni e prescrizioni) fanno riferimento, a livello nazionale, al D.Lgs. 152/2006.

Se devi installare o adeguare un impianto di sollevamento per acque nere in locali interrati, parcheggi, taverne o contesti produttivi, contattaci: possiamo supportarti nella scelta della soluzione più idonea, nel dimensionamento di vasca e pompe (portata, prevalenza, solidi) e nella definizione di un piano di manutenzione preventiva coerente con le condizioni di esercizio e i requisiti applicabili.

 

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